T-ESSERE: DA DONNA A DONNA

Azioni di relazione e di conoscenza fra donne per favorire l’inclusione e il re-integro delle detenute del Carcere Sant’Anna di Modena

Periodo
Gennaio - dicembre 2021
Soggetto promotore
Centro documentazione donna
Ente Finanziatore
Chiesa Valdese - OttoperMille

T-essere: da donna a donna

Partner

Associazione Casa delle donne contro la violenza; Gruppo Carcere-città di Modena ODV; Associazione Donne nel mondo; Amministrazione penitenziaria; Comune di Modena; Provincia di Modena

Finalità

Gli obiettivi del progetto sono: migliorare il grado di autostima e consapevolezza di sé delle detenute; promuovere l’accettazione delle zone oscure per non esserne vittima e per imparare a maneggiarle a proprio vantaggio nei diversi contesti della vita attraverso dinamiche e situazioni ludiche tipiche della rappresentazione teatrale; consentire alle detenute di apprendere o affinare competenze, in particolare linguistiche e di cucito, nella prospettiva dell’uscita dal carcere e di un re-inserimento socio-lavorativo, importante antidoto alla recidiva; promuovere un clima di serenità attraverso il rispetto reciproco e con il personale di custodia; parlare alla città di una pena oltre il carcere che rinchiude le persone e spezza legami, fare informazione e contro informazione; sensibilizzare il territorio in tutte le sue articolazioni perché si possano aprire prospettive di accoglienza, lavoro, volontariato.

Azioni

Il progetto prevede: laboratorio teatrale a partire dalle impressioni e delle narrazioni delle detenute (Casa delle donne contro la violenza); laboratori di pittura (Gruppo Carcere-Città); incontri a piccoli gruppi per aumentare l’autostima anche attraverso l’analisi delle competenze formali legate alle attività lavorative svolte in precedenza e informali legate ai lavori di cura (Centro documentazione donna); organizzazione di due eventi di restituzione delle attività realizzate con rappresentazione teatrale (uno in carcere e uno rivolto alla cittadinanza) per avvicinare la città al carcere e rappresentare la condizione delle donne nelle carceri.  

 

Il progetto è sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese