IL CIBO COME CONDIVISIONE DI CULTURE DIVERSE

Periodo
2019 - 2021
Soggetto promotore
Comune di Modena
Ente Finanziatore
Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità

Il cibo come condivisione di culture diverse

Nel 2019, all’interno del progetto Il cibo come condivisione di culture diverse e percorso di formazione e acquisizione di nuove conoscenze e competenze per le detenute del Carcere S. Anna di Modena promosso dal Comune di Modena-Assessorato Pari Opportunità su un avviso pubblico della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità a sostegno di progetti di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne, il Centro partecipa alla progettazione di azioni di socializzazione, ricreative e di animazione.

Sulla base delle esperienze maturate, ha progettato un percorso culturale sul cibo in relazione ai vissuti dei singoli individui e dei territori, quale elemento fondante dell’identità e della cultura delle persone. Il percorso, da realizzare nell’anno 2020, va a sperimentare una serie di attività volte al benessere fisico e psicologico delle detenute, per il raggiungimento di un grado maggiore di autostima e consapevolezza.

La proposta intende creare momenti di incontro, scambio e conoscenza mediante il processo di scoperta di sé e dell’altro/a; l’incontro di sapori; la condivisione di storie personali e memorie. Il percorso verrà documentato in ogni sua fase, attraverso la conservazione e la pubblicazione dei materiali più significativi prodotti dalle partecipanti (disegni, racconti, ricette e memorie personali legate al cibo).

Come output finale, il Centro realizzerà anche un video-documentario con l’obiettivo di restituire l’intero progetto – dalle azioni di formazione al lavoro vero e proprio con le detenute (i laboratori di cucina a cura di Modena in Tavola e gli incontri di socializzazione e animazione realizzati da Carcere città, Casa delle donne contro la violenza e Centro documentazione donna) – e dare visibilità a un segmento di popolazione carceraria, quella femminile, che per la sua esiguità numerica è spesso invisibile e doppiamente discriminato (per spazi, azioni ricreative, di recupero e reinserimento lavorativo).

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