
La collezione digitale
La collezione raccoglie i manifesti dell’Archivio dell’Unione donne in Italia (Udi) di Modena, conservato presso il Centro documentazione donna (Cdd) di Modena. La collezione è composta da 754 manifesti, con un’estensione cronologica che va dal 1954 al 2025.
I materiali sono stati perlopiù prodotti dall’Udi nazionale e locale, ancorché vi sia una componente significativa riconducibile ad associazioni o a enti diversi. Ad accomunare l’intero corpus il riferimento a tematiche e iniziative relative alle questioni di genere.
Nel suo complesso la raccolta documenta gli appuntamenti periodici dei congressi, sia nazionali che locali, e quello annuale dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Racconta, a partire dagli anni Cinquanta, le manifestazioni indette per la difesa della pace, contro la guerra e per l’emancipazione femminile: dalla tutela della maternità per le lavoratrici al riconoscimento del diritto alla pensione per le casalinghe fino alla parità salariale delle lavoratrici agricole. Non solo. La collezione si configura quale viva testimonianza delle lotte per il diritto delle donne a un lavoro stabile e qualificato, per i servizi all’infanzia degli anni Sessanta, per il nuovo diritto di famiglia, il divorzio, l’aborto e i consultori del decennio successivo.
Numerose le conferenze e i convegni dedicati all’impegno civile e politico delle donne nel contrasto e prevenzione della violenza maschile sulle donne, sulle scelte di maternità e per il superamento della cultura patriarcale, ostativa alla libertà delle donne. La raccolta, infine, pone in rilievo le figure rappresentative dell’associazione: quelle donne che, attraverso la militanza e l’impegno pubblico, hanno scritto la storia dell’Udi.
Il progetto scientifico
La serie dei manifesti è stata oggetto di un intervento di inventariazione analitica già nel 2005, cui ha fatto seguito, nel corso del 2025, un aggiornamento.
La collezione digitale è inventariata, quindi descritta e metadatata su Lodovico, a livello di unità documentaria, che viene così a coincidere con l’unità digitale pubblicata. Nella descrizione di ogni manifesto si rende conto di segnatura attuale, titolo, data, supporto, formato (dimensioni in millimetri), descrizione sintetica del contenuto, committente e stampatore. In quest’ultimo campo, quando l’Udi viene citata senza ulteriori specifiche relative alla sezione, s’intende fare riferimento al comitato nazionale. Del pari, sono stati indicizzati stampatore, soggetto conservatore, persone, organizzazioni e luoghi citati, oltre alle voci di soggettazione, funzionali alla creazione di collegamenti macrotematici.
L’inventario archivistico della serie dei manifesti è stato realizzato mediante la Piattaforma regionale per la descrizione archivistica ed è liberamente accessibile online in Archivi ER – Sistema informativo partecipato degli archivi storici in Emilia-Romagna.
Questa documentazione è stata digitalizzata e metadatata nell’ambito del progetto del Centro documentazione donna di Modena “#Generazionididonne: documenti, parole, immagini dagli archivi al web”, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna mediante il Bando Pr Fesr 2021-2027 per la digitalizzazione del patrimonio culturale e realizzato in collaborazione con il Centro interdipartimentale di ricerca sulle digital humanities dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (DHMoRe).
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